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Bloccati 23 domini gioco illegale: ADM aggiorna blacklist

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha bloccato 23 domini di gioco non autorizzati nel mese di ottobre 2025. Con questo provvedimento di inibizione ADM, la blacklist ufficiale sale a 11.481 siti oscurati dall’inizio delle operazioni di contrasto al gioco illegale online. Il dato arriva dopo un biennio già molto intenso: tra il 2023 e il 2024 ADM ha bloccato quasi 10.000 piattaforme irregolari e condotto oltre 19.000 verifiche sul territorio.

Per chi vive in Emilia-Romagna, regione a forte tradizione di regole e controlli – basti pensare al settore dell’autotrasporto o alla stessa scuola guida – la notizia è un ulteriore segnale che la rete non è una zona franca. Come si impara a riconoscere un guidatore pericoloso sulla strada, così si deve imparare a distinguere un operatore di gioco autorizzato da uno fuori legge. La regolamentazione AAMS (oggi ADM) garantisce tutele concrete: controlli sui pagamenti, lotta al riciclaggio e protezione dei dati personali. I siti non AAMS, invece, operano in totale assenza di queste garanzie.

Il gioco illegale vale 25 miliardi l’anno in Italia

Secondo le stime della European Gaming and Betting Association (EGBA), ogni anno circa 25 miliardi di euro fluiscono verso il mercato nero del gioco online Italia. Una somma enorme che sfugge a ogni forma di tassazione e di controllo. Buona parte di questi soldi viene gestita da piattaforme con sede all’estero, spesso in paesi con normative permissive o inesistenti. L’effetto è duplice: lo Stato perde gettito fiscale e i giocatori italiani restano esposti a rischi concreti, come la mancata erogazione delle vincite o l’uso improprio dei dati bancari.

Il contrasto a questo fenomeno ha subito un’accelerazione nell’ultimo biennio. ADM ha rafforzato i propri strumenti di monitoraggio e, insieme a SOGEI, sta sviluppando un nuovo “scudo di cybersicurezza” in grado di bloccare automaticamente le connessioni verso i siti di gioco d’azzardo online non regolamentato. Il sistema, ancora in fase di test, punta a rendere impossibile l’accesso a queste piattaforme direttamente a livello di provider, senza bisogno di interventi manuali caso per caso.

La blacklist cresce, ma il problema è culturale

Oscurare un sito è un passo necessario, ma non basta. L’elenco dei nomi a dominio inibiti – 11.481 – racconta solo una parte della storia. Ogni sito può rinascere con un nome diverso in poche ore, spostando il server altrove. Per questo ADM insiste sulla prevenzione e sull’informazione, richiamando anche l’articolo 102, DL 104 del 14 agosto 2020 e la successiva legge 126 del 13 ottobre 2020, che danno base legale all’intero meccanismo di blocco. In Emilia-Romagna, dove la cultura della legalità è radicata (dalle imprese familiari come l’autoscuola Gatti, attiva dal 1961, ai controlli sulla circolazione stradale), il messaggio è chiaro: la comodità di un gioco senza controlli non vale il rischio di perdere soldi e dati.

Per proteggere i tuoi dati e i tuoi soldi, evita assolutamente di giocare su siti non AAMS: quelli bloccati dall’ADM oltre a esser fuorilegge espongono i giocatori a truffe e a nessuna garanzia di rimborso. Scegliere una piattaforma con licenza italiana significa avere la certezza che le somme giocate sono tracciate, le vincite pagate e i reclami gestiti da un ente pubblico. Il rischio dei domini bloccati per reindirizzamento IP riguarda anche chi cerca un casinò senza licenza ADM: si finisce su server offshore, senza alcun ricorso.

Verso un sistema più sicuro: lo scudo digitale

Il nuovo scudo di cybersicurezza sviluppato da ADM e SOGEI rappresenta un salto di qualità. Invece di limitarsi a oscurare i domini già noti, il sistema analizzerà in tempo reale i flussi di traffico e bloccherà le connessioni ai siti scommesse illegali Italia blacklist prima ancora che l’utente riesca a caricarli. La tecnologia si basa su un database aggiornato continuamente e su algoritmi di riconoscimento dei pattern tipici delle piattaforme senza concessione. L’obiettivo dichiarato è ridurre a zero la possibilità di accesso accidentale a queste piattaforme. I fornitori di connettività internet, cioè gli ISP, dovranno cooperare attivamente per applicare il blocco dei domini già dal 24 settembre 2025, data dell’ultimo aggiornamento periodico dell’elenco.

Il progetto è ancora in fase di implementazione, ma le prime sperimentazioni hanno dato risultati promettenti. Se completato, lo scudo potrebbe diventare un punto di riferimento per altri paesi europei alle prese con lo stesso problema. Resta da vedere come reagiranno gli operatori illegali, che di solito cambiano nome e server alla velocità della luce. La sfida è tecnologica, ma anche di pazienza: ogni blocco automatico dovrà essere accompagnato da aggiornamenti continui, pena l’aggiramento del sistema. Luca Turchi, responsabile della sicurezza informatica di ADM, ha sottolineato in passato la difficoltà di tenere traccia di server che cambiano IP ogni poche ore, come il noto indirizzo 217.175.53.72 già finito più volte sotto osservazione.

In una regione come l’Emilia-Romagna, dove il rispetto delle regole è spesso sinonimo di qualità e di fiducia, la strada verso un gioco online più sicuro è ancora lunga. Ma i numeri di ADM dimostrano che la direzione è quella giusta. E, come a scuola guida, l’unico modo per arrivare a destinazione è non prendere scorciatoie.